Le origini del basket in Italia risalgono al 1907, dove nella ridente cittadina di Siena sono per prime le donne a metterne in atto i regolamenti come sport attraverso l‘operato di Ida Nomi Pesciolini giovane allenatrice della polisportiva Mens Sana, dove attualmente risiede una delle squadre del campionato italiano più importanti del nostro paese, la Mens Sana appunto. Ma dobbiamo aspettare ancora 15 anni , e cioè il 1921, per vedere la nascita della Federazione Italiana Basketball, la quale sancisce nel 1922 l’inizio del primo campionato nazionale di basket maschile, per poi allargarsi nel 1924 anche al femminile.
Un’po di storia
Nel 1925, con la presa del potere del partito fascista la Federazione Italiana Basketball denominata FIB cambia il nome in FIPAC, cioè Federazione Italiana Palla al Cerchio per ovvie ragioni di nazionalismo lessicale, e proprio in quell’anno nasce la Nazionale che disputerà anche le Olimpiadi. Nel 1929 la FIPAC diventa l’acronimo di Federazione Italiana Palla a Canestro, che successivamente trasferitasi a Roma prenderà la denominazione attuale di FIP e cioè Federazione Italiana Pallacanestro. Dal 1930 il basketball inizierà una lenta salita per cercare di affermarsi definitivamente come sport consolidato in una nazione più dedita al calcio e al ciclismo (sono gli anni di Bartali) che ad un gioco importato dall’oltre oceano. E’ nel 1931 che con la nomina del presidente Giorgio Asinari al vertice della FIP il basket in Italia inizia a stabilizzarsi come sport a livello professionistico, infatti grazie all’operato di Asinari in collaborazione con altre figure di rilievo a livello mondiale, viene definita nel 1932 a Ginevra, l’unificazione dei regolamenti di otto federazioni internazionali, che vede la nascita della FIBA la Federazione Internazionale Basketball che decreta la nascita del basket come sport definito su di uno standard mondiale e unificazione dei regolamenti tecnici.
Il basket ai tempi della guerra
Iniziano gli anni difficili della seconda guerra mondiale, periodo durante il quale il basket scivola agli ultimi posti degli interessi nazionali, ma negli anni subito successivi alla fine del grande conflitto il basket ritorna ad essere praticato più assiduamente , iniziando una rapida salita verso la fine degli anni ’50 inizio ’60, infatti la nazionale sotto la guida tecnica di Nello Paratore partecipa alle Olimpiadi di Roma. Proprio a Roma che per l’occasione aveva fato costruire grandi complessi sportivi l’Italia arriva quarta dopo uno scontro titanico con gli Americani, scontro che accende nel cuore degli italiani la passione per il basket. Il primo successo per il basket nazionale arriva nel ’70 ai Campionati del Mondo contro la grande favorita, gli USA appunto. Da quegli anni il basket ha affondato in maniera profonda le radici nella nostra nazione, vivendo di grandi scelte tecniche e sportive, reggendosi economicamente sul sostegno di un mercato nato dalla provincia più che dalle grandi città. In realtà come Cantù, Varese, Sien , Caserta ecc… il basket è all’ordine del giorno, sostenuto da una popolazione di tifosi che si differenzia molto da quella che tipicamente accompagna il calcio, persone che vivono il basket come filosofia di vita, godendo delle scelte tecniche di uno sport raffinato che resta simbolo di una grande sobrietà.
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